Averne di Casinò!
24 luglio 2012
Grazie Presidente, non mi dilungo tanto perché i dati, i cosi… sono stati tutti sciorinati, solamente per ribadire, prima il Consigliere Donzel ha detto: “è già bello che il Casinò mantiene sé stesso”… averne di Casinò! Aziende così in questo momento! In questo contesto di crisi in cui si mantengono mille famiglie e in più qualche milione di euro lo dà alla Regione, averne delle aziende così!
Ma da dove arrivate, sembra che godete a dire che il Casinò va male e date la colpa a chi? Stiamo facendo di tutto, mi sembra, per poter recuperare quote di mercato, andando… mi sembra ... fin nei paesi asiatici, in India, dove c’è un aumento del PIL del prodotto interno lordo, più 10 per cento. Quindi bisogna andare a cercare di recuperare un po’ i miliardari che vengano poi in qua, lo si cerca di fare nel migliore modo possibile ma sembra che la minoranza stia godendo nel dire che il Casinò va male. Non ci sono più soldi, ma cerchiamo di fare il possibile, di migliorarlo, sono sicuro che finita questa crisi, nel 2012… 2013… 2014 ripartirà completamente, io ne sono sicuramente convinto che il Casinò de la Vallée diventerà ancora meglio degli anni ’80, ’90 quando dava alle casse regionali centinaia e centinaia di milioni.
Sono sicurissimo guardate… con le risorse, con il resort che abbiamo messo, sono sicuro che diventerà, come ha detto il collega Salzone, la perla delle Alpi, il miglior casinò d'Europa! Ma non solo Casino, tutto quello che gli creiamo intorno, terme comprese, centro benessere, sono sicuro al cento per cento.
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Grazie.
Fra le quattro case da gioco italiane, quella di Saint-Vincent trasferisce all'ente pubblico proprietario la percentuale più bassa degli incassi di Paolo Ciambi Primi fra gli ultimi. Potrebbe essere questo il motto consolatorio di Luca Frigerio, amministratore unico del Casinò di Saint-Vincent che, travolto, come le altre tre case da gioco, dai dati negativi nel primo semestre dell'anno (8 milioni di euro in meno rispetto allo stesso periodo del 2011), si aggrappa a qualche decimo di punto percentuale conquistato nella quota di mercato. Magra consolazione, perché la torta che i quattro casinò italiani si spartiscono si riduce sempre più ed è passata da 560 milioni nel 2004 a 408 nel 2011. Dai piani alti di via Mus esce anche la “coperta di Linus” di un consuntivo 2011 sostanzialmente positivo, con un utile d'esercizio di circa 3,3 milioni di euro. Ma a che prezzo? Basta confrontare i trasferimenti dei casinò italiani ai rispettivi enti pubblici proprietari per accorgersi che a Saint-Vincent i conti tornano grazie al nuovo disciplinare, approvato nel 2009, che lascia alla Regione le briciole: solo il 10% degli introiti lordi, che nel 2011 sono ammontati a 9,5 milioni di euro. Sanremo, fanalino di coda nel 2011 con soli 64 milioni di introiti lordi, 30 in meno di Saint-Vincent, versa alle casse del Comune 13 milioni. A Campione vanno oltre 53 milioni, mentre al Comune di Venezia quasi 60 milioni. «Senza dimenticare», osserva il consigliere Roberto Louvin, «che il Casinò sta contenendo i danni anche grazie al gioco dei valdostani, a cui noi continuiamo a essere contrari». «Se il trend negativo proseguirà anche nella seconda parte dell'anno», evidenzia il vicepresidente del Consiglio regionale Albert Chatrian, «nel 2012 per la Regione non rimarranno neppure le briciole e il disciplinare non potrà essere rispettato». Il Casinò, dunque, non è più fonte di ricchezza per la Valle d'Aosta e anche dal punto di vista dell'occupazione i numeri sono negativi, con 160 posti di lavoro persi in tre anni. «È ormai tempo di cambiare marcia e lo si deve fare partendo da una politica di risanamento basata sulla trasparenza», afferma Louvin, «perché, come ha rilevato la Corte dei conti, in tutto il settore delle controllate regionali c'è estrema opacità». «Più volte abbiamo chiesto concorsi pubblici anche per le partecipate», gli fa eco Chatrian. «Per il Casinò e, in generale, per tutte le partecipate al 100%, si dovrebbe ridiscutere il regolamento delle assunzioni». Prima di tutto, però, il Governo regionale dovrebbe valutare con maggiore senso critico i dati sempre più negativi che escono dalla Casa da gioco. Ma pare che i tempi non siano ancora maturi.
Paolo Ciambi
Redazione
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