Politica del lavoro
Aosta, 22 giugno 2012
Con 24 voti favorevoli e 8 contrari (ALPE e PD), il Consiglio regionale ha approvato il Piano triennale di politica del lavoro 2012-2014.
Il documento, che scaturisce da un’analisi del contesto socio-economico della regione, propone gli obiettivi strategici triennali, mettendo in campo risorse pari a 18.281.600 euro, di cui 6.203.400 per il 2012, 6.119.900 per il 2013 e 5.958.300 per il 2014.
Nel prendere la parola, il Presidente della Regione, Augusto Rollandin, ha affermato che «questo Piano è il frutto di un importante lavoro del Dipartimento competente: c’è stata una partecipazione attiva di tutti i soggetti. Il Piano non crea occupazione, ma porta una serie di proposte, interventi e aiuti che favoriscono l’occupabilità. Il programma non può mantenere gli stessi schemi precedenti e vuole abbandonare la competizione tra istituzioni e costruire una nuova sinergia tra centri pubblici per l’impiego e centri privati per il lavoro così da non disperdere le forze. I punti su cui si articola tutto il programma sono legati all’occupabilità, al rilancio dei mestieri e agli incentivi alle assunzioni, soprattutto a tempo indeterminato. Con questo Piano intendiamo gestire il fenomeno nel modo migliore: non solo prevenzione della disoccupazione, ma strategie che favoriscono la spendibilità della conoscenza acquisita.Da questa prospettiva si parte a prevedere un sostegno attivo alle aziende con sgravi fiscali e incentivi. Tutti questi aspetti sono stati concertati con le parti sociali. I giovani sono uno dei punti particolari del Piano e su questo abbiamo previsto un investimento notevole. La formazione continua, l’apprendistato e la preparazione sono la base importante di tutto questo lavoro che deve coinvolgere tutta l’Amministrazione.»
Il Vicepresidente del Consiglio, Albert Chatrian (ALPE), ha sottolineato che «dai dati forniti dalla Banca d’Italia emergono l’impennata dei tassi di disoccupazione e la debole propensione alla formazione: è la fotografia amara di una società che sta facendo pagare ai giovani gli errori e le mancate scelte degli anni precedenti. Fino adesso si è vissuto un po’ alla giornata, senza un progetto per il futuro. Analizzando il Piano la prima sensazione è quella di leggere un quaderno delle buone intenzioni e di fatto è la riproposizione del vecchio Piano. Proponiamo che sia data centralità reale al ruolo e alla funzione pubblica. Chiediamo per prima cosa che la Regione per prima dia finalmente un esempio e che ogni azione d’ora innanzi sia portata avanti dall’amministrazione - e da tutte le partecipate - in totale trasparenza, garantendo assoluta parità di trattamento e di accesso a tutti. Vogliamo un Piano delle politiche del lavoro che favorisca i cambiamenti positivi e agevoli la trasformazione senza soffocare l'economia reale, che va stimolata con tutti i mezzi possibili. A che modello di sviluppo punta questa Valle d'Aosta? Quali strade nuove si intendono indicare e percorrere, visti i deludenti risultati finora registrati? Questo Piano non è in grado di aiutarci a rispondere alle domande.»
La cheffe du groupe ALPE, Patrizia Morelli, a évoqué «le phénomène du “clientelisme”, qui avec la crise ne fait que s’accentuer. Le pouvoir arbitraire de donner ou de ne pas donner du travail est devenu aujourd’hui un pouvoir de vie ou de mort, notamment pour les jeunes, et il agit sur le système des valeurs. Par ce Plan nous pouvons tracer les lignes et les objectifs stratégiques pour que les procédures de recrutement soient avant tout transparentes et égalitaires afin de pouvoir donner les mêmes égalités de chance pour tous. Ne pérennisons pas certaines méthodes: ce Plan ne semble pas donner les réponses pour que soient créées les conditions qui rendent les citoyens libres et non pas des serviteurs.»
Redazione
Intervento di Albert Chatrian - In evidenza le proposte di ALPE [PDF _ 94,73 KB]
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