Fare gruppo
Aosta, 14 giugno 2012
“Cosa fa grande una squadra? Solo ed esclusivamente i risultati. Non sempre le squadre sono fatte da amici, ognuno ha la sua motivazione personale. Se una squadra ha scopi condivisi, obiettivi e motivazioni, sarà molto più facile trasformare la semplice appartenenza in un’amicizia vera. L’amicizia però non può nascere in campo durante la partita, nasce nello spogliatoio, quando si respira la stessa puzza, quando si mangia la stessa roba”*
Questo pensiero “da spogliatoio” di Carlo Checchinato*, allenatore di rugby, si adatta bene anche alla Politica e al gruppo che condivide obiettivi politici alternativi.
Nell’ultima settimana, la politica ha offerto spunti di riflessione:
- il congresso di Stella Alpina e quello segreto di Fédération, di routine il primo, da suicidio il secondo (indiscrezioni parrebbero dare il movimento di Lavoyer e La Torre pronto a farsi fagocitare nell’Union pigliatutto);
- l’ennesima protesta dei Forestali che uniti e determinati stanno continuando a rivendicare competenza e diritti che la miope Giunta regionale non vede;
- anche ad ALPE ci sono stati costruttivi dibattiti: un Consiglio direttivo che ha analizzato aspetti positivi e aspetti che vanno rinforzati, progetti da portare avanti e lavoro di gruppo da fare, ma anche organizzazione e condivisione con altre forze politiche di progetti ed idee importanti per il futuro.
La serata su Etica e criminalità, che ha visto la partecipazione del Magistrato antimafia e Procuratore di Agrigento, Salvatore Vella, è stato un bello sprone per tutti noi:
“Qualsiasi risultato importante non può essere ottenuto da soli, ognuno di noi ha bisogno di un gruppo che lo appoggi, che lo sostenga, che lo stimoli e che lo protegga. Questo risultato si ottiene coltivando il giardino delle relazioni in modo etico e costruttivo, soltanto così è possibile creare un gruppo forte, coeso, vincente e duraturo nel tempo.”Infine, sabato 9 a Chivasso ALPE e UpT hanno promosso un incontro tra rappresentanti dei territori alpini: ripartire da Chivasso luogo storico dove già nel 1943 si erano incontrate le realtà alpine, mettersi in rete e lavorare insieme perché si ritorni ad un Paese vero e si dia il giusto valore ai principi dell’autonomia e vi sia una giusta gestione dei beni comuni.
Certo che per concorrere a far vincere la propria squadra, bisogna allenarsi insieme, sudare insieme e respirare la stessa puzza. Bisogna partecipare! Non è sufficiente chiedere perché non stanno arrivando i risultati o chiedersi se gli altri dormono. Ognuno guardi bene dov’è stato a dormire fin’ora, quanto ci si allena e quanti progressi ha fatto e soprattutto quanto conosce della propria squadra.
L’ambizione e la competizione non sono aspetti negativi, lo diventano quando non si è coerenti con il proprio pensiero. Sputare sentenze senza conoscere o conoscere solo in parte certi dettagli non nobilita tale gesto. Informarsi dal proprio amico capetto, non vuol dire conoscere gli obiettivi della squadra. Solo partecipando si può dire la propria ed essere autorevoli e ascoltati. Partecipare, partecipare e partecipare!
* Carlo Checchinato-Convention nazionale dei servizi di confartigianato 2008 Isola di capo Rizzuto 2011, La Forza del Gruppo,M.Baricca, D.Pisani, S.Vella, Lupetti ed.
Chantal Certan