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Con il pirogassificatore alti rischi per la salute

Il contributo del dottor Carlo Vettorato

Aosta, 28 giugno 2011

La storia è piena di sconfitte del pensiero e della scienza.

Eppure in Valle d’Aosta è sorta la consapevolezza di vivere in una regione felice, in cui i nostri attuali amministratori hanno raggiunto la certezza che il pirogassificatore, alias termovalorizzatore, alias inceneritore, sia il miglior strumento possibile per liberarci dai nostri rifiuti.

Questa granitica certezza impedisce così qualsiasi confronto scientifico serio con i sostenitori del progetto Rifiuti Zero che propone di raggiungere il 65 per cento di raccolta differenziata, raccogliere l’umido per fare il compost e lavorare ciò che rimane con il trattamento meccanico biologico.

Anche la legge di Lavoisier, chimico ghigliottinato nel 1794 per le idee controrivoluzionarie con le quali sosteneva che «nulla si crea e nulla si distrugge», verrà cancellata dai libri di testo in Valle poiché il residuo tossico e i filtri li distruggerà qualcun altro a caro prezzo e a noi resteranno solo i fumi e le polveri sottili che prenderanno il volo con quelle particelle inquinanti con diametro inferiore a 2’5 nanometri che nessun sistema di filtraggio è in grado di trattenere.

Gli studi clinici prodotti in tutto il mondo non lasciano alcun dubbio sull’esistenza scientifica di nanopatologie, basta leggere sul sito http://ambientefuturo.interfree.it il Rapporto della Società britannica di medicina ecologica.

«Il feto, il neonato e il bambino sono quelli più a rischio per le emissioni degli inceneritori: quindi si ignorano e si violano i diritti dei più indifesi e ciò non è in armonia con il concetto di una società giusta» è la conclusione del Rapporto, suffragato da centinaia di lavori scientifici.

Provate a digitare «nanopatologie» sul computer: malattie cardiovascolari, cancro, malattie respiratorie, effetti sul bambino e sul feto, malattie neurologiche e mentali sono correlate alle nanoparticelle. Provate a pensare a quelle giornate in cui, per la costante inversione termica, i comuni della Plaine vivono sotto una cappa di fumi visibile a occhio nudo che respireranno a pieni polmoni e pensate dove si depositeranno queste particelle: nell’acqua, sull’erba, sui frutti e poi nel latte e nel vino.

La storia della scienza mostra che spesso ci vogliono decadi per identificare gli effetti di elementi tossici come ben sanno gli abitanti di Cernobyl, Bhopal, Seveso, Casale Monferrato, in cui in nome del profitto i segnali e i sospetti erano stati minimizzati o nascosti.

Saremo la prima vallata alpina al mondo ad avere un inceneritore, che per funzionare a pieno regime dovrà importare rifiuti da altre regioni.

La raccolta di oltre 11 mila firme dovrà diventare il punto di partenza per altre azioni volte a fermare questo progetto così pericoloso e l’unico strumento possibile è il referendum.

Voglio lanciare un appello affinché tutti gli operatori che lavorano in sanità di ogni ordine e grado aiutino il comitato Valle Virtuosa a proseguire in questa direzione.

Carlo Vettorato

Redazione

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