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Rifiuti e VdA, comunicato 17 agosto 2018

17 agosto 2018

Facciamo chiarezza.
La volontà di costruire il pirogassificatore è stata bloccata dal referendum del 2012. Ricordiamo che grazie all'esito positivo della consultazione referendaria, che ha visto Alpe in prima linea, abbiamo evitato un appalto da 255 milioni di Euro già previsti da Rollandin e soci. Allora era stata proposta un'alternativa basata sul trattamento a freddo dei rifiuti che, rispetto al bruciarli, ha minori impatti sulla salute e sull'ambiente.
Dopo le elezioni regionali del 2013 non c'è stata, però, la volontà di continuare sulla strada già tracciata dall'esito del voto. Il nuovo Piano Rifiuti legge 22 del 2015 è sicuramente imperfetto, ma ha cambiato la strategia regionale, eliminando i trattamenti a caldo e puntando all'aumento della raccolta differenziata, con l'obiettivo dell'80% nel 2020 e al recupero di materia.
Mancavano ancora linee guida chiare per la redazione dei piani di raccolta e trasporto per le Unités des Communes; questa lacuna è stata colmata con la delibera 1372/2017.
Queste linee guida prevedono:
1) di uniformare i sistemi sul territorio regionale;
2) di estendere i sistemi di raccolta domiciliari;
3) di introdurre il riconoscimento dell'utenza così da poter applicare la tariffazione puntuale.
Nei 6 mesi del nostro governo è stata lanciata la gara europea per individuare un nuovo gestore della discarica regionale e per la realizzazione di 2 impianti a freddo: uno per selezionare e stabilizzare l'indifferenziato, l'altro per recuperare il multimateriale.
La discarica regionale di Brissogne sta esaurendo lo spazio e per abbreviare i tempi è stata scelta la formula della concessione di servizi, che prevede tra l'altro ridotte possibilità di ricorso da parte delle aziende escluse. La concessione di servizi prevede un contratto che presenta le stesse caratteristiche di un appalto pubblico di servizi, ad eccezione del fatto che il corrispettivo della fornitura consiste unicamente nel diritto di gestire i servizi a un determinato prezzo, sulla base di un piano finanziario che la Regione controlla.
Esattamente come avviene nel pubblico, anche per il privato tutti gli investimenti effettuati ricadono in tariffa. Le problematiche che dovrà affrontare il futuro gestore sono, oltre all’esaurimento della discarica, le difficoltà di reperimento di nuove volumetrie e le strategie per evitare una gestione emergenziale della struttura, con il conseguente inevitabile commissariamento, che come ben sappiamo dalle cronache italiane non è affatto garanzia di corretto smaltimento dei rifiuti.
Abbiamo evitato di essere costretti ad esportare i rifiuti agli inceneritori di altre regioni, noi che abbiamo detto no a questa scelta con un referendum. Il contratto di gestione con la precedente società, la Valeco, è scaduto a dicembre 2017, ma sta proseguendo con una proroga tecnica. Se tutto andrà bene, il nuovo gestore subentrerà dal 1° gennaio 2020 e nel frattempo abbiamo evitato la fase emergenziale, ovvero un commissario statale che decide al posto della Regione. L'assunto che pubblico sia buono, mentre privato sia cattivo, è discutibile in quanto ci sono esempi tangibili di malagestione nelle partecipate, come nel vicino Canavese dove nel 2013 il consorzio dei Comuni ASA ha lasciato centinaia di lavoratori a casa e milioni di euro di debiti.
I ritardi sono nascosti nella riorganizzazione dei sub-ato (raggruppamenti dei comuni valdostani) e nell'introduzione una volta per tutte e in tutti i comuni della tariffazione puntuale e della raccolta dell'organico.
Non ci sono più scuse, adesso dipende tutto dalla volontà degli enti locali. Siamo allibiti da certe illazioni al limite della querela sull'operato del nostro Assessore Roscio e chiediamo a tutte le forze di opposizione di comportarsi correttamente e di operare nell'ambito delle istituzioni, visto che ne fanno parte.

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