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7 domande...

... e 7 risposte

Aosta, 20 marzo 2017

7 domande e 7 risposte di ALPE, per raccontare che cosa è successo in queste settimane


1. Perché avete presentato e votato la mozione di sfiducia?

ALPE nasce 8 anni fa come alternativa autonomista e progressista a un sistema clientelare e conservatore che tarpava le ali alla nostra regione. Negli ultimi anni questo sistema, con meno soldi, ha peggiorato la situazione, continuando a finanziare le attività che facevano comodo e abbandonando il resto. Questo sistema vecchio e clientelare, di questa Union Valdôtaine, è imploso. L’amministrazione non è in grado di dare alcun tipo di risposta da anni.La nostra scelta è stata quella di fare. A nostro avviso questa era l’occasione di voltare pagina. Di fare ciò per cui i nostri elettori ci hanno votato: rivoltare il sistema.

2. Perché non le elezioni allora?

ALPE è stata la prima a richiedere elezioni anticipate, perché è chiaro che il quadro in Consiglio regionale è confuso e non rappresenta più ciò che i valdostani hanno votato. Ma tornare a votare oggi avrebbe due conseguenze che non si possono non considerare. Prima di tutto il crollo di situazioni importanti che vanno messe in sicurezza (vedi Casinò). Non può farlo chi sul baratro ci ha portati. In secondo luogo il fatto che con l’attuale legge elettorale vi è una grande probabilità di ritrovarsi dopo elezioni punto e a capo. Con il controllo del voto e questo piccolo premio di maggioranza il rischio di ritrovare le stesse persone e la stessa instabilità per altri cinque anni è troppo alto. Da qui la decisione da parte nostra di rinviare l’idea di elezioni anticipate (che rimangono necessarie) dopo la messa in sicurezza delle situazioni sull’orlo del baratro e dopo la stesura di una nuova legge elettorale il più condivisa possibile.

3. I compagni di viaggio

Il sistema in piedi da anni, che dalla sua fondazione ALPE condanna, si reggeva su un semplice assioma: divide et impera. Motivo per cui per cambiare il sistema abbiamo dovuto rivoltare l’assioma. Per la prima volta da tanto tempo, grazie anche a un cambio generazionale forte all’interno dei movimenti, ci siamo trovati a discutere di futuro e non di passato e siamo riusciti a valorizzare ciò che ci univa invece di vedere solo quello che ci divideva. I nostri compagni di viaggio sono perfetti? No, ma perfetti non lo siamo neppure noi. Ma l’obiettivo comune e superiore è quello di presentare un modello nuovo, moderno e autonomista per la Valle d’Aosta futura.

4. Qual è l’obiettivo?

L’obiettivo politico è quello di dare un futuro politico all’autonomia valdostana, attraverso un progetto che metta insieme chi crede in un autonomismo diverso e responsabile. Un progetto autonomista, sociale (prima la persona) e riformista (il mondo cambia) e dobbiamo rimanere al passo, che inizia con questa maggioranza ma che per sua natura non può essere chiuso a chi ne condivide i principi.

5. Come avete scelto assessorati e assessori?

ALPE nasce con un’idea di diverso modello di autonomia, un’autonomia responsabile contrapposta a quella irresponsabile che così fortemente ci criticano da fuori. Ci siamo fatti carico di tre assessorati complessi (istruzione e cultura; attività produttive e ambiente, bilancio, finanze, patrimonio e società partecipate) perché crediamo che su queste materie i nostri princìpi possano fare la differenza e da subito. Abbiamo scelto tutti insieme chi dovesse prendersi l’onere e l’onore di ricoprire quegli incarichi di governo e la scelta è stata condivisa da tutto il partito. Per cui ringraziamo Chantal, Fabrizio e Albert per il duro impegno che si sono assunti. Così come ringraziamo Patrizia e Alberto per aver accettato di portare avanti il grande lavoro che c’è da fare in Consiglio. Per quel che riguarda in particolare Albert Chatrian, quello del movimento è stato un appoggio unanime. Dovuto da una parte al riconoscimento di anni di battaglie da lui condotte con pervicacia contro il sistema. Dall'altra alla competenza e preparazione che gli riconosciamo e che riteniamo importantissime nell'ambito dell'esecutivo in questo momento. Cogliamo questa occasione per ribadire il perché nelle nostre scelte non ha influito la sentenza di Torino. Nessuno dei nostri consiglieri ha mai intascato personalmente un solo euro. I nostri consiglieri sono stati condannati per un’interpretazione di spese perfettamente rendicontate e di cui noi continuiamo a professare la correttezza. La posizione di Albert in particolare non è neppure diretta, ma solo una condivisione di principio delle spese del gruppo consiliare. ALPE ha perciò deciso di mettere in campo tutte le sue energie senza farsi intimorire da una campagna denigratoria e infamante, volta a decapitare politicamente un progetto di rinnovamento.

6. Quali le priorità’ di ALPE in questo progetto?

La priorità è rimettere al centro i valdostani. Ogni sforzo, ogni risorsa pubblica ogni attenzione deve essere dedicata a risolvere i veri problemi delle persone. Riportare il welfare valdostano alla sua eccellenza, ridare fiato con le idee e con le risorse alle aziende produttive di ogni settore. Meno spese, più investimenti. Dovremo mettere in sicurezza situazioni lasciate in dissesto. Sarà doloroso quanto necessario. Lo faremo con onestà, senza legacci col passato.

7. E il futuro?

Noi crediamo che questa operazione possa avere un senso compiuto solo in prospettiva. Da qui deve rinascere un progetto di Valle d’Aosta che possa competere in Italia e in Europa. Un progetto che rappresenti tutte le migliori energie della Valle e che sia legittimato dalle prossime elezioni. Un progetto che ridefinendo un’autonomia responsabile protegga questa stessa autonomia dal passare del tempo e delle idee.

Un augurio quindi di buon lavoro da parte di tutta ALPE alla nuova giunta e…

Vive la Vallée d’Aoste

Alexis Vallet

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