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Casinò di Saint-Vincent

Non sia più la comunità a pagare i debiti

22 luglio 2016

Da sempre il tema “Casinò” di Saint-Vincent ha animato il dibattito politico, soprattutto in Consiglio regionale, ma anche fra la gente comune.
In questi ultimi otto anni, vista la mancanza totale di informazioni chiare sulle scelte operate all’interno della società o, peggio ancora, le menzogne regolarmente somministrate dalla politica a uso e consumo dell’opinione pubblica, il Movimento ALPE ha tentato in vari modi di fare un'operazione verità, convinto che i valdostani hanno diritto di sapere cosa succede nella nostra casa da gioco: cosa si fa, quali storture si consumano, quali prebende si distribuiscono, i malcostumi, le clientele.
Fino a qui le iniziative di ALPE non hanno sortito l’effetto voluto: ci sono ancora tantissime zone grigie.
«Vorrei far riflettere chi legge almeno su due questioni», osserva il capogruppo Albert Chatrian: «dal 2010 al 2013 la Giunta regionale ha speso più di 100 milioni di euro di soldi pubblici per ristrutturare gli edifici a corredo del Casinò; la gestione della società ha fatto registrare complessivamente, nel quinquennio 2012-2016, una perdita d'esercizio di quasi 100 milioni di euro. Ogni commento è superfluo».
I primi 100 milioni investiti nella ristrutturazione degli edifici che ospitano la Casa da Gioco, i due Hotel, il centro congressi e il centro benessere, avrebbero dovuto - secondo gli annunci - essere il “volano per il rilancio”, ma così non è avvenuto. Peggio ancora è andata per gli ulteriori 100 milioni di euro, letteralmente bruciati per mera incapacità della dirigenza, sempre negata dai politici che li avevano scelti.
La nuova maggioranza ha annunciato che vuole esplorare altre strade per gestire la Casa da Gioco.
Vista la situazione drammatica e fallimentare, il gruppo ALPE non si metterà sicuramente di traverso se ci sarà qualche nuova iniziativa, ma di certo non sosterrà una soluzione che veda l'intera comunità valdostana accollarsi i debiti causati da una gestione fallimentare, per creare le condizioni al futuro partner privato (forse già individuato) di farsi “carico” solamente degli utili.
Sarebbe l’ennesima beffa per i valdostani, a cui non rimarrebbe che rimproverare se stessi per aver permesso a una politica di bassa lega di fare sperpero di un patrimonio comune, qual era fino a poco tempo fa il nostro Casinò.

Gruppo ALPE Consiglio Valle

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