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ALPE - AUTONOMIE - LIBERTÉ - PARTICIPATION - ÉCOLOGIE

il programma di ALPE

Abbiamo fatto tutti tanta strada nella vita e in politica per arrivare fin qui. E anche se non abbiamo fatto tutti la stessa, adesso siamo qui, tutti insieme, perché è arrivato il momento di provare a non guardare solo alla nostra storia. Ma è arrivato il momento di provare a scrivere il nostro futuro. 

14 Settembre 2018

comunicato sul Casinò

comunicato sul Casinò

La crisi del Casinò di Saint-Vincent non è certamente l'unico problema che affligge la Valle d'Aosta, ciò non toglie però che sia un problema grave, al quale chi, come ALPE, si è assunto il compito di amministrare e governare, compete di trovare una soluzione.

Non una soluzione qualunque, ma una soluzione tale da dare un futuro a un'azienda che costituisce ancora un volano importante per l'economia del territorio e per le famiglie che dalla casa da gioco traggono il loro sostentamento; una realtà di cui la politica valdostana deve occuparsi con un senso di responsabilità che vada oltre la facile strumentalizzazione o il mero interesse elettoralistico.

Questo è sempre stato l'obiettivo dichiarato di ALPE, che, oggi, alla luce di quanto emerso nelle ultime settimane, il gruppo consiliare e la dirigenza del movimento tengono a ribadire.

A tale scopo, ALPE ritiene che, a seguito delle criticità sopravvenute negli ultimi mesi, sia necessario che il socio Regione e la governance del Casinò si adoperino per individuare le soluzioni tecnicamente più idonee, nel solco della legalità e della continuità aziendale, per attualizzare la strada tracciata dal Consiglio regionale con l'approvazione della legge 7/2017, della cui validità sostanziale ALPE rimane convinta.

Occorre infatti ricordare che la legge prevedeva un percorso di rilancio della gestione e di riduzione dei costi esplicitato attraverso un piano di ristrutturazione aziendale approvato dal Consiglio Regionale, che, non essendo ancora giunto a conclusione, necessita degli aggiornamenti indispensabili a migliorarne l'efficacia.

Per ALPE occorre quindi proseguire, perfezionando il percorso, con la riduzione dei costi ancora necessaria e con il consolidamento dell'andamento positivo comunicato dall'Amministratore Unico, senza aggiungere un euro in più di quanto previsto dalla legge regionale.


Roberto Cunéaz, presidente di ALPE
Albert Chatrian, capogruppo in Consiglio regionale

ALPE

17 Agosto 2018

Rifiuti e VdA, comunicato 17 agosto 2018

Rifiuti e VdA, comunicato 17 agosto 2018

Facciamo chiarezza.
La volontà di costruire il pirogassificatore è stata bloccata dal referendum del 2012. Ricordiamo che grazie all'esito positivo della consultazione referendaria, che ha visto Alpe in prima linea, abbiamo evitato un appalto da 255 milioni di Euro già previsti da Rollandin e soci. Allora era stata proposta un'alternativa basata sul trattamento a freddo dei rifiuti che, rispetto al bruciarli, ha minori impatti sulla salute e sull'ambiente.
Dopo le elezioni regionali del 2013 non c'è stata, però, la volontà di continuare sulla strada già tracciata dall'esito del voto. Il nuovo Piano Rifiuti legge 22 del 2015 è sicuramente imperfetto, ma ha cambiato la strategia regionale, eliminando i trattamenti a caldo e puntando all'aumento della raccolta differenziata, con l'obiettivo dell'80% nel 2020 e al recupero di materia.
Mancavano ancora linee guida chiare per la redazione dei piani di raccolta e trasporto per le Unités des Communes; questa lacuna è stata colmata con la delibera 1372/2017.
Queste linee guida prevedono:
1) di uniformare i sistemi sul territorio regionale;
2) di estendere i sistemi di raccolta domiciliari;
3) di introdurre il riconoscimento dell'utenza così da poter applicare la tariffazione puntuale.
Nei 6 mesi del nostro governo è stata lanciata la gara europea per individuare un nuovo gestore della discarica regionale e per la realizzazione di 2 impianti a freddo: uno per selezionare e stabilizzare l'indifferenziato, l'altro per recuperare il multimateriale.
La discarica regionale di Brissogne sta esaurendo lo spazio e per abbreviare i tempi è stata scelta la formula della concessione di servizi, che prevede tra l'altro ridotte possibilità di ricorso da parte delle aziende escluse. La concessione di servizi prevede un contratto che presenta le stesse caratteristiche di un appalto pubblico di servizi, ad eccezione del fatto che il corrispettivo della fornitura consiste unicamente nel diritto di gestire i servizi a un determinato prezzo, sulla base di un piano finanziario che la Regione controlla.
Esattamente come avviene nel pubblico, anche per il privato tutti gli investimenti effettuati ricadono in tariffa. Le problematiche che dovrà affrontare il futuro gestore sono, oltre all’esaurimento della discarica, le difficoltà di reperimento di nuove volumetrie e le strategie per evitare una gestione emergenziale della struttura, con il conseguente inevitabile commissariamento, che come ben sappiamo dalle cronache italiane non è affatto garanzia di corretto smaltimento dei rifiuti.
Abbiamo evitato di essere costretti ad esportare i rifiuti agli inceneritori di altre regioni, noi che abbiamo detto no a questa scelta con un referendum. Il contratto di gestione con la precedente società, la Valeco, è scaduto a dicembre 2017, ma sta proseguendo con una proroga tecnica. Se tutto andrà bene, il nuovo gestore subentrerà dal 1° gennaio 2020 e nel frattempo abbiamo evitato la fase emergenziale, ovvero un commissario statale che decide al posto della Regione. L'assunto che pubblico sia buono, mentre privato sia cattivo, è discutibile in quanto ci sono esempi tangibili di malagestione nelle partecipate, come nel vicino Canavese dove nel 2013 il consorzio dei Comuni ASA ha lasciato centinaia di lavoratori a casa e milioni di euro di debiti.
I ritardi sono nascosti nella riorganizzazione dei sub-ato (raggruppamenti dei comuni valdostani) e nell'introduzione una volta per tutte e in tutti i comuni della tariffazione puntuale e della raccolta dell'organico.
Non ci sono più scuse, adesso dipende tutto dalla volontà degli enti locali. Siamo allibiti da certe illazioni al limite della querela sull'operato del nostro Assessore Roscio e chiediamo a tutte le forze di opposizione di comportarsi correttamente e di operare nell'ambito delle istituzioni, visto che ne fanno parte.

ALPE

10 Agosto 2018

Sanità: rinforzati i servizi di emergenza territoriale

Sanità: rinforzati i servizi di emergenza territoriale

Coerente con quanto anticipato in campagna elettorale Alpe passa ai fatti.
La giunta regionale, su proposta dell'assessora Certan, ha approvato nella seduta odierna delle misure per garantire la presenza medica sulle ventiquattr'ore nella postazione di emergenza territoriale di Châtillon. Inoltre vengono aumentate le ore di elisoccorso. Tutto ciò per garantire, in un momento di grande afflusso turistico, una sanità efficiente e diffusa sul territorio: un biglietto da visita per una regione che si vuole porre all'avanguardia nel turismo nazionale ed internazionale.

“La decisione consente di rinforzare la copertura medica delle postazioni territoriali di emergenza-urgenza della media valle e si inserisce in un piano di potenziamento che ha come obiettivo, in prospettiva, di migliorare l'intervento sanitario territoriale e i tempi di soccorso” dichiara l’assessora alla Sanità.

L'iniziativa è stata possibile senza determinare un maggiore onere finanziario per la Regione in quanto la maggiore spesa rimane all'interno del tetto massimo fissato per il personale dipendente dell'azienda ed è destinato ai medici che prestano servizio del dipartimento di emergenza, rianimazione e anestesia che si sono resi e si renderanno disponibili.

ALPE

Aosta, 1 Agosto 2018

Porta Sud a servizio della città di Aosta

Porta Sud a servizio della città di Aosta

La questione “Porta Sud” di Aosta ha acceso il dibattito degli ultimi giorni sui media e in consiglio comunale. Da una dichiarazione su “La Stampa” del 29 luglio emerge l’opinione del Sindaco: “In un qualsiasi paese al mondo l’idea che un investitore privato metta soldi di tasca propria per avviare un’attività imprenditoriale sarebbe presa sul serio e studiato per conciliarla con gli interessi della città”. Il primo cittadino ritiene quindi urbanisticamente corretto, o quanto meno possibile, ipotizzare la realizzazione di un albergo nella zona sud di Aosta, vicino alla stazione della telecabina.

Qual è la nostra idea a riguardo?

La Porta Sud deve rimanere ad uso pubblico ed essere a servizio della città e della Plaine. Ad Aosta fondamentale è l’opera di collegamento del centro con l’area sud e la telecabina. In questo modo faremmo gli interessi di tutti i cittadini e anche delle strutture ricettive già esistenti. Una proposta interessante era stata presentata all’hackaton di Aosta Future Camp: si era ipotizzato un attraversamento a raso della ferrovia (fattibilità da studiare con RFI).
Noi pensiamo che la Porta Sud debba continuare ad avere una vocazione pubblica, di servizio alla città. Ci immaginiamo la realizzazione di una moderna autostazione per i bus extraurbani (come peraltro ipotizzato nel piano del traffico rimasto in un cassetto e costato ai cittadini 300.000 €) lasciando alle linee urbane quella di via Carrel, portando i mezzi extraurbani fuori dal centro cittadino e snellendo la circolazione. In questa zona gomma, ferro e trasporto privato, compresi i taxi, potrebbero trovare le sinergie di cui hanno bisogno. La nuova autostazione potrebbe essere il punto di arrivo dei pullman di collegamento con gli aeroporti di Caselle e Malpensa. L’area sud avrebbe una funzione anche turistica: deposito sci, noleggio biciclette e auto, con attenzione alla mobilità elettrica, promuovendo un turismo sempre più sostenibile. Tutto ciò farebbe aumentare il tasso di occupazione delle strutture ricettive della città e inoltre bar, ristoranti ed esercizi commerciali ne trarrebbero un beneficio economico.
In questo modo l’area sud servirebbe a tutta la città e a tutta la regione e non sarebbe asservita agli interessi di un privato. Se utilizzata in modo strategico quest’area può essere un valido supporto infrastrutturale per ridurre la penetrazione delle auto in città, liberando zone attualmente adibite a sosta che potrebbero essere dedicate al trasporto pubblico, alla mobilità ciclopedonale e al verde, con una visione innovativa, sostenibile e al passo con i tempi.

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