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Monete locali: uno strumento per il rilancio dell'economia valdostana

Saint-Christophe, 2 febbraio 2016


Da sempre ALPE è impegnata nello ricerca e nello studio di soluzioni innovative per affrontare alcuni problemi della comunità valdostana.

In particolare, nell'esecutivo di ALPE, Roberto Cunéaz ed io ci stiamo occupando di Banca del tempo (già operativa nel comune di Sarre), teoria dei piccoli mondi legata al peer to peer ed infine monete complementari/locali. 

ALPE ci crede e vorrebbe condividere queste interessanti e pioneristiche idee con tutti i valdostani. Per questo vi aspettiamo martedì 2 febbraio alla biblioteca di Saint-Christophe, 

ALPE crede che compito di chi fa politica sia quello di conoscere ciò che potrà accadere domani cercando di prevenire eventuali problemi. Così questi temi, che ad oggi ci appaiono lontani e sconosciuti, conosceranno nei prossimi anni un forte sviluppo, andando ad incidere e magari a modificare la nostra vita e la nostra percezione di economia locale. 

Martedì sera sarà la volta della moneta complementare (o locale), una sorta di “trasposizione” in campo economico della teoria del km 0: facilita e potenzia gli scambi commerciali all’interno del circuito dei suoi utilizzatori, aiuta a combattere il nero ed infine potrebbe servire alle amministrazioni locali per rispettare il patto di stabilità. 

Già, ma come? In che modo? E alla fine, che cos’è sta benedetta moneta?

Per la parte tecnica rimandiamo agli allegati che trovate in calce. Per la parte più politica, invece, l'appuntamento per il confronto è martedì sera. 

Marco Gheller 

PER SAPERNE DI PIU'


Che cosa s’intende per moneta complementare?

È detta complementare una moneta che circola parallelamente su un territorio dato (un quartiere, un comune o una regione) rispetto alle valute correnti, nazionali o transnazionali (come l’euro, per esempio). Tali monete non sostituiscono le valute correnti, ma sono ad esse complementari.

Che cos'è? Come funziona? Qual è il suo scopo?

La moneta locale, utilizzando una formulazione paradossale, la potremmo definire come una sorta di "baratto di comunità", ovvero un circuito composto da soci (che possono essere pubblici o privati) che effettuano parte dei loro pagamenti non in euro bensì in questa moneta, ovvero una sorta di "buono" da spendere nel circuito convenzionato. Si tratta di una moneta che non ha inflazione e che quindi permetterebbe alle imprese di accedere a linee di credito a interessi zero. Per il pubblico invece gli elementi positivi sono da collegare al patto di stabilità. Immaginate se il "francese" venisse pagato in moneta locale, dall'oggi al domani. La spesa corrente scenderebbe notevolmente mentre la capacità d'acquisto dei dipendenti pubblici rimarrebbe immutata.

Esistono già in altre città o regioni?

Esistono da diversi anni ormai in vari contesti. Vi sono oltre 14.000 monete complementari su scala globale, molte delle quali in Europa (Baviera, Paesi baschi, Nantes, Bristol, ecc.). In Italia l’esperienza più conosciuta, che trae ispirazione dal “Wir” svizzero, è il “Sardex”, la moneta complementare circolante sul territorio sardo.

Quali sono i benefici per i cittadini?

Per i cittadini vi sono molteplici benefici, i quali, tuttavia, dipendono dalle diverse forme che possono assumere le monete complementari. Le monete complementari contribuiscono a rafforzare il tessuto socioeconomico locale, a dinamizzare gli scambi sul territorio e a promuovere le realtà del mondo associazionistico e cooperativo. Esse costituiscono un’arma efficace per contrastare gli effetti negativi della crisi. A tal proposito, può risultare determinante il ruolo delle istituzioni pubbliche, non solo in quanto garanti e vettori di fiducia, ma anche come propulsori attivi di tali esperienze.

E per le piccole partite Iva?

Le partite Iva trovano nelle monete complementari uno strumento agile e flessibile per accelerare i tempi delle retribuzioni e per abbattere i costi delle transazioni. Le monete complementari forniscono loro degli importanti spazi di manovra per allentare le pressioni del mercato.

E per le imprese?

Le imprese trovano nelle monete complementari uno strumento decisivo per compensare le difficoltà di accesso al credito e per mobilitare le risorse inutilizzate in seno ai circuiti monetari tradizionali. Come insegnano le esperienze in atto, le monete complementari aiutano ad affrontare le fluttuazioni dell’economia nazionale e internazionale, consolidando i legami tra i soggetti economici presenti sul territorio.

E per i produttori dell’agroalimentare?

I produttori locali trovano nelle monete locali uno strumento valido per sostenere la filiera corta e per certificare l’origine e il modo in cui sono fabbricati e distribuiti i beni messi a disposizione. Esse fungono da garanzia della qualità delle pratiche produttive e di scambio, le quali permettono di marginalizzare la grande distribuzione e l’agro business.

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Saint-Christophe, 2 febbraio

Saint-Christophe, 2 febbraio

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