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Repenser le tourisme. Non più luoghi comuni

Aosta, 25 settembre 2014


SERATA “REPENSER LE TOURISME”
Questo per noi è fare politica

La serata “Repenser le tourisme” svolta il 25 settembre ha riscosso un notevole successo, sia per la partecipazione di pubblico sia per il qualificato intervento degli esperti. 

Per noi di ALPE, questo è fare politica: contribuire ad elaborare idee, interrogare esperti, discutere, mettere a confronto esperienze, buone pratiche, competenze. 

Così si contribuisce a far crescere una comunità e si evita che la politica si riduca a continua propaganda, a proselitismo fine a se stesso, dove gli individui contano solo perchè elettori e non perchè portatori di bisogni o d'interessi collettivi. 

I relatori hanno mostrato come una “politica sul turismo” necessita di dati certi, di costanti monitoraggi e di analisi statistiche serie, elementi fondamentali per superare episodicità e casualità. 

Servono strategie, organizzazione, nuovi profili professionali e formazione perchè il turismo sia vincente. 

Sia negli interventi, sia nel dibattito non è emerso un unico modello di turismo ma la necessità di un'integrazione di approcci anche differenti tra loro a seconda della vocazione dei diversi comprensori. 

Ma “integrazione” è parola chiave che ci ricorda che nessuna politica sul turismo può pensarsi slegata da altre politiche quali ad esempio quelle sull'ambiente, sull' agricoltura e sui trasporti. 

E' sotto gli occhi di tutti quanto la sciagurata politica sui trasporti di questa regione sia di pregiudizio ad un serio ed equlibrato sviluppo della nostra offerta turistica. 

Nel Piano strategico regionale si legge che: “ la Valle d'Aosta è un luogo duro ma buono, difficile per natura ma condiscendente per indole”, hanno dimenticato di dire che è anche inaccessibile. 

Piero FLORIS

REPENSER LE TOURISME. NON PIÙ “LUOGHI COMUNI”
Giovedì 25 settembre

  • DAL DATO ALLA STRATEGIA - Pochi dati poco diffusi, poco elaborati e poco utilizzati. Quel che si dovrebbe fare per definire una strategia mirata della proposta turistica valdostana. - Jean Paul Tournoud, Responsabile centro studi di TurismOK
  • L’ORGANIZZAZIONE TURISTICA - Nuove esperienze in crescita dentro un sistema fragile. - Ermanno Bressy, Presidente della Compagnia del Buon Cammino. Case study e buone pratiche di altre montagne.Daniele Pieller, Presidente di “Naturavalp”, un’aggregazione di operatori nata per salvare un’intera vallata. Prospettive e punti critici di una scelta controcorrente. 
  • IL “DESTINATION MANAGER”, QUESTO SCONOSCIUTO. Competenze e professionalità assenti nei ruoli chiave.Che fine fanno i laureati in turismo formati dalle nostre università. Andrea Gelsomino, Esperto in comunicazione e marketing delle destinazioni. 
  • STRATEGIE DA RIPENSARE IN PICCOLO. Dal “Buy vda” all’aeroporto. Dalla promozione sui mercati esteri alle sagre delle Pro loco. Copiare modelli di massa o promuovere le nostre specificità? Patrizia Morelli, Consigliera regionale ALPE e albergatrice

 

DAL DATO ALLA STRATEGIA - di Jean Paul Tournoud

Partireda una base scientifica e oggettiva della situazione è la base perqualsiasi scelta che siamo chiamati a fare, indipendentementedall’argomento che si sta trattando. Se consideriamo il turismocome un comparto fondamentale per l’economia locale e nazionale,non possiamo più trattarlo con metodi artigianali e senza la giustaprofessionalità. In un periodo di difficoltà come quello che stiamoancora attraversando, la corretta analisi e l’interpretazione deidati diviene elemento cruciale per sostenere in maniera correttal’operato delle imprese e la promozione dei territori. E’necessario però, prima ancora di un’interpretazione corretta deidati, saper raccogliere e archiviare correttamente le informazioninecessarie. I nuovi sistemi di comunicazione e commercializzazione dimassa ci mettono oggi a disposizione un numero elevatissimo di datima in realtà anche dal semplice passaggio di un viaggiatore sipossono desumere numerose informazioni. I dati a disposizione sonoquindi tanti, occorre selezionarli in base agli obiettivi che cisiamo prefissi. Tali attività di analisi possono essere condotte inmaniera occasionale o organizzate professionalmente attraversol’istituzione di un vero e proprio osservatorio turistico regionaleche possa dare continuità a questo tipo di rilevazioni statistiche.L’utilizzo sistemico e professionale dei dati è utile a definirestrategie commerciali e promozionali vincenti ma risulta, allo stessomodo, fondamentale anche alla verifica dell’efficacia delle azioniche si pongono in essere.

DESTINATION MANAGEMENT - di Andrea Gelsomino

L’attività di destination management, ovvero di gestione della destinazione dal punto di vista turistico, non sempre corrisponde ad un concetto chiaro e definito, né tantomeno ad una figura specifica.Il destination manager dovrebbe appunto essere colui che si occupa di gestire la destinazione oltre che, a monte, di predisporre una strategia orientata al raggiungimento di obiettivi definiti. La sua presenza presuppone l’esistenza di un’organizzazione precisa della destinazione, detta DMO (Destination Management Organization), che deve funzionare come un sistema unitario, secondo un’impostazione strategica ed operativa unica.Tuttavia la realtà italiana, e la Valle d'Aosta non fa eccezione, ci mostra che per orail modello della DMO è teorizzato ma raramente trova una realizzazione pratica: ad esempio nonostante  ci siano ormai diversi corsi universitari e master in destination management, non esiste (o esiste in rari casi) uno sbocco professionale vero e proprio per questa figura.

NATURVALP, UN’ESPERIENZA INTERESSANTE - di Daniele Pieiller

NATURAVALP nasce nel 2012 comeassociazione di persone convinte che la Valpelline debba trovare unastrategia di sviluppo e promozione turistica perché possiedepeculiarità straordinarie. Ci distinguiamo dalla maggior parte dellevallate valdostane per essere sprovvisti di impianti di risalita ograndi infrastrutture e lontani dal così detto turismo di massa. Ilnostro territorio però è tra i più selvaggi e incontaminati dellaValle d’Aosta. Noi stiamo prendendo coscienza che questi aspettinon devono essere visti come carenze della nostra offerta ma esserevissuti come punti di forza, ricercati da turisti consapevoli e allaricerca di territori veramente diversi dai loro. Non vogliamo dare alturista tutto quelle che chiede ma trovare il turista che apprezza isentieri, ghiacciai, prati, laghi, foreste, distese di rocce e pietredi un territorio vissuto da gente di montagna autentica e in grado ditrasmettere valori giusti spesso dimenticati altrove. In poche parolepossiamo dire che noi puntiamo alla “qualità” del turista e nonalla “quantità”. Siamo un movimento fatto principalmenteda operatori turistici (31 attività imprenditoriali con sede aBionaz, Oyace e Valpelline) e ci muoviamo con una logicaimprenditoriale che mette il profitto delle nostre attività tra lepriorità ma questo non ci impedisce di farlo nel rispetto deiprincipi espressi nel nostro statuto: autonomia decisionale dellapopolazione sulle scelte legate allo sviluppo turistico; tuteladell’ambiente e delle tradizioni; incentivazione delle interazionitra turista e popolazione locale; utilizzo di prodotti artigianali ealimentari locali. Tutti gli abitanti della Valpelline possonoaiutarci ad incentivare e sviluppare questo tipo di turismo: essisono attori dell’offerta turistica. Anche i piccoli gestiquotidiani della gente possono essere importanti nell'offertaturistica (l’orto, i fiori, le informazioni sui luoghi…).  

L’ESEMPIO DELLA VALMAIRA

Ermanno Bressy, dalla Val Maira, ci ha raccontato una bella storia, quasi una favola, legata alla rivalorizzazione dell’escursionismo dalle sue parti: senza aiuti politici ma con tanta intelligenza e fantasia i cuneesi sono riusciti a lanciare la cenerentola delle valli cuneesi! La compagnia del Buona cammino, l’associazione di cui è presidente, nasce nel 1996 dall’idea di tre amici, appassionati da sempre di sport, cultura, gastronomia, ma soprattutto di montagna e rappresenta un tentativo di promuovere “economia” per i territori interessati e “benessere” per i turisti coinvolti, attraverso l’escursionismo in montagna. Soprattutto nella media montagna, per lunghi periodi dell’anno, si possono svolgere percorsi non solo sportivi ma anche culturali. “Il nostro progetto - ha spiegato Bressy intervenuto ad Aosta - non è recuperabile dappertutto. Il turista oggi cerca luoghi incontaminati e rifugge quelli deturpati dai palazzina degli anni ’60. L’escursionista vuole emozioni e sensazioni semplici e autentiche. In crescita da noi lo sci alpinismo, i trail, i trekking, la mountain bike e un tipo di turista acculturato e rispettoso dell’ambiente. Diciamo che più che sulla quantità, viviamo sulla qualità del turista. E i territori devono fare animazione, lavorando con le proloco e in rete con le altre realtà territoriali. Frequentano le nostre valli soprattutto guide valdostane, francesi, altoatesine. Dicono che da noi si respira il clima della vera montagna, come a Chamonix mezzo secolo fa”. Anche nei nostri territori è un approccio da ripensare valutando il rapporto costi degli investimenti (anche ambientali) e ricadute economiche. 

Allegati

Spunti nella rete

Repenser le tourisme - Aosta 25 settembre

Jean-Paul Tournoud, Turismo OK

Ermanno Bressy, La compagnia del buon cammino

Ermanno Bressy, La compagnia del buon cammino

Ermanno Bressy, La compagnia del buon cammino

Daniele Pieiller, Naturavalp

Daniele Pieiller, Naturavalp

Andrea Gelsomino Turismo Ok

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