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Repensons l'artisanat

Aosta - 13 febbraio 2014

La sintesi finale di Piero Floris, presidente di ALPE


Alberto Papagni - Consulente del turismo


Alla fine della fiera c'è molto da fare... Da fare insieme, coinvolgendo in un progetto condiviso diversi soggetti della realtà valdostana. 

La Fiera di Sant'Orso è infatti un'opportunità che dovrebbe essere giocata tutto l'anno e non esaurirsi in sole due giornate. 

Il 30 e 31 gennaio di ogni anno Aosta diventa la capitale alpina dell'artigianato ma il successo della manifestazione potrebbe essere un volano per la città per tutto l'anno offrendo possibilità agli artigiani e rilanciando anche le attività culturali e commerciali della località. 

Ma in che modo è possibile rendere concreto questo progetto? 

Ce lo siamo chiesti giovedì 13 febbraio nella sala dell'Hotel des Etats ad Aosta.

Il mercatino di Natale ha aumentato le presenze in città, nei ristoranti e negli alberghi. C'è quindi un evidente bisogno dei flussi turistici di avere un incentivo, un richiamo, per muoversi. La Fiera è secondo noi uno dei più potenti che la città e il circondario possono usare per promuoversi. Certo non vogliamo santorsizzare la città per 365 giorni l'anno, ma per esempio allargare l'offerta ad altri periodi usando il marchio per altre iniziative, usare le vetrine delle attività commerciali per mantenere il marchio per tutto l'anno, creare interessanti e nuovi percorsi turistici.

Ripensare l'artigianato è solo un primo passo per ripensare la città - Piero Floris

La città deve avere un ripensamento complessivo. Era una città fabbrica e non lo è più. Ma cosa vuole diventare? Il pensiero è complesso, il ragionamento profondo, le prospettive ampie. Partiamo da qui, dalla Fiera, dall'artigianato, simbolicamente dal nostro Galletto. È solo un primo passo, per riprogettare la città, ridarle un'identità, rilanciarla. La buona politica si occupa della polis, della città, sempre, non solo tre giorni prima delle elezioni per chiedere il voto... Allora, ci mettiamo in gioco da subito, anche se le comunali sono ancora lontane, anche se prima ci sono le elezioni europee... In questo momento dobbiamo inoltre cercare di creare occasioni per uscire dalla crisi economica e occupazionale che sta colpendo anche la nostra regione. E per esempio iniziare a progettare con altri fondi, con quelli del Fondo Sociale Europeo che ci chiede di farlo creando reti. Ecco, il nostro primo obiettivo è proprio quello di iniziare a creare reti mettendo insieme e facendo dialogare i diversi attori.

Abbiamo alcune idee, non la verità in tasca - Mario Vietti

Cerchiamo di fare dialogare i diversi attori con chi ha la responsabilità del governo della città. Noi consiglieri comunali di Aosta abbiamo alcune idee per usare il brand Sant'Orso. Però sappiamo anche di non avere la verità in tasca e di dover uscire dal nostro piccolo circolo e di confrontarci con persone competenti nel loro settore per poi suggerire idee diverse per la Valle d'Aosta. La sintesi della serata potrà essere la base di un progetto complessivo e consisterà in una serie di idee che emergeranno da quanti parteciperanno. In particolare, abbiamo chiesto di portare il proprio contributo di idee a persone dalle più disparate competenze e professionalità: Enrico Martinet, giornalista, Piero Roulet, albergatore ma in veste di battitore libero, Eliseo Lumignon, artigiano, Stefano Lunardi, ideatore di progetti a Km zero e venditore di formaggi in centro città, Raffaella Moniotto, artista e esperta di progetti europei, Alberto Papagni, consulente del turismo di Turismo Ok.

Tra passato e futuro, la crisi ci impone di unire le forze - Eliseo Lumignon

Alla fine della fiera si torna a casa e si fa un resoconto di ciò che si è vissuto in quei giorni: freddo, stanchezza, sonno, parole e soprattutto contatti che permetteranno di valutare l'interesse dei visitatori per i lavori esposti. Da hobbista è sufficiente un rapido conto dei soldi e delle opere vendute, mentre da artigiano professionista è necessario valutare attentamente il tempo e le risorse impiegate per capire se la partecipazione alla fiera di Sant’Orso è una valida forma di promozione oppure solo una vetrina in questa piccola realtà che è la Valle d’Aosta. Il confronto con gli altri è utile ma anche come visitatore si possono capire le tendenze ed agire di conseguenza. Poiché la domanda è il volano della produzione artigiana, se questa cala come si può costruire un’offerta per arrivare ad un potenziale mercato? Da soli non si può offrire un prodotto in quantità, essere puntuali ed economicamente competitivi. E’ quindi venuto il momento di unirsi per permettere al cliente di trovare l'artigiano che più gli aggrada nella sua specificità ed esclusività. 

L'artigiano svolge un’attività d’impresa ed ogni impresa ha la necessità di costruire la sua attività e lo fa con un progetto articolato in tre fasi: 

  1. a breve termine per lanciare la sua attività;
  2. a medio termine (circa 5 anni) per eventuali modifiche ed aggiustamenti;
  3. a lungo termine (20 anni) per un buon rendimento degli investimenti e il miglioramento dell'impresa.
Noi abbiamo bisogno di ripensare l'artigianato con un progetto partecipato che comprenda un’offerta di prodotti di qualità creati grazie al savoir faire degli artigiani. In poco tempo dobbiamo entrare in un mercato e fare promozione utilizzando gli strumenti che la rete ci propone e utilizzare forme di promozione che commercianti ed esercenti possano sfruttare facendo pubblicità agli artigiani e contestualmente promuovendo sé stessi. A medio termine si può costruire una rete di vendita con prodotti a costi inferiori mantenendone la specificità, utilizzando spazi e luoghi di facile accesso e un’immagine che possa fare da traino ad un turismo alla ricerca di oggetti per la casa e di utilità. A lungo termine bisogna valorizzare il territorio e le sue risorse e recuperare quelle professionalità che hanno acquisito le competenze necessarie per produrre oggetti e beni. 

Operai Forestali che forniscono la legna alle segherie dove viene trasformata e resa disponibile ad artigiani e falegnami che la lavorano creando oggetti e opere da mettere sul mercato. In sostanza una "filiera del legno” che immetta sul mercato un prodotto sostenibile dal punto di vista sociale, perché contribuisce alla creazione di posti di lavoro sul territorio e valorizza le competenze di ognuno, ambientale perché favorisce il rinnovo e il riordino del territorio attraverso la rivalorizzazione dei boschi come nel secolo scorso, economico perché ci permette di abbassare i costi dei materiali e di creare un circuito di reddito interno mantenendo il profitto di impresa in loco. Si potrebbe così disporre di legname per opere e forniture di varia qualità con la coerenza dei materiali di provenienza locale e, con il materiale di scarto, fornire il cippato, il pellet e la legna da ardere. 

Dobbiamo anche capire qual è il mercato potenziale di riferimento, in sostanza a chi vendere i nostri prodotti e quali sono le tendenze e il target a cui ci rivolgiamo. Considerando che in Europa e nelle Alpi, nessuno è in grado di fornire un prodotto artigianale tipico ed esclusivo, dobbiamo attivarci per migliorare l'immagine e la promozione dei nostri prodotti. A questo scopo, è necessario fare un salto culturale e smettere di considerare la fiera come un evento folkloristico che si svolge una volta all'anno affinché la tradizione possa perpetuarsi ogni giorno con attività di vario genere ed eventi che la rendano viva e presente. 

Ma noi artigiani siamo disposti a cambiare il nostro modo di operare e cioè passare dalla DOMANDA generata da un contatto diretto con i clienti a un’OFFERTA chiara, puntuale e organizzata in un mondo globalizzato dove con un semplice click è possibile ricevere tutte le informazioni richieste?

In conclusione, gli artigiani con il loro lavoro potrebbero essere un motore di promozione per la Valle d’Aosta se la politica fosse disposta a costruire insieme un progetto condiviso e partecipato.

Alla fine della fiera, spunti di riflessione – intervento Alberto Papagni

Alberto Papagni

La Fiera di Sant’Orso rappresenta uno tra i principali eventi di richiamo della Valle d’Aosta. Con la sua storia millenaria, richiama ogni anno migliaia di visitatori. La Fiera mette in vetrina l’artigianato locale nelle sue declinazioni più variegate, dal professionista fino al semplice appassionato. Proprio il tema dell’artigianato può rappresentare il filo conduttore in grado di dare ad Aosta un’identità turistica fino ad oggi tanto cercata quanto poco azzeccata. Nell’immaginario collettivo Aosta è infatti una destinazione alla quale si fatica ad associare un’immagine chiara e definita. Se un tempo l’associazione “La Roma delle Alpi”, le dava una connotazione più chiara, oggi il capoluogo regionale è totalmente privo di una sua identità turistica. E’ per questo che al contrario di altre realtà alpine (Queenstown, Nuova Zelanda. Bariloche, Argentina. Lillehammer, Norvegia. Innsbruck, Austria), non è una meta turistica di rilevanza internazionale. Anche a livello nazionale non è sempre percepita come un luogo di vacanza. In effetti anche l’attuale offerta ricettiva del capoluogo, seppur in fase di rilancio, non è cosi sviluppata. Non si tratta qui di muovere una critica fine a se stessa, ma anzi di sottolineare le grandi potenzialità a livello turistico di una destinazione come Aosta. Peraltro agli atout ambientali, Aosta abbina un’indiscussa valenza artistico-culturale ed inoltre, rispetto ad altre città “alpine” d’Italia come Trento e Bolzano, vanta una dimensione ben più “montana”. E’ infatti molto più vicina alle principali località della Valle d’Aosta (Courmayeur, La Thuile, Cogne e Cervinia sono tutte a meno di un’ora di auto) ed è addirittura collegata da un impianto di risalita a Pila, così che d’inverno si trasforma nell’unica città sci ai piedi d’Italia. L’identità però non si trova solo con una comunicazione efficace ma va ricercata tutto l’anno con una strategia efficace. Mostre, musei permanenti, eventi di avvicinamento alla Fiera, offerte di soggiorno che portino in primo piano il tema dell’artigianato e strumenti di comunicazioni mirati e strategie chiare sono solo alcuni esempi concreti di come trasformare Aosta nella capitale dell’artigianato, sempre che sia questo il tema condiviso.

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Aosta, 13 febbraio 2014

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