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Etica e criminalità. E in Valle d'Aosta?

Incontro dibattito con il Magistrato antimafia Salvatore Vella

Etica e criminalità. E in Valle d'Aosta?

"Giù si fanno i soldi... qui si investono. Ma mentre al Sud la mafia si permette comportamenti violenti, al nord non ci sono omicidi. E' normale: dove si fa businnes non bisogna attirare attenzioni. Così il vostro problema non sono gli omicidi, ma la presenza di capitali inquinati. E per la democrazia il pericolo più grande non sono i morti nelle strade ma i grandi capitali inquinati, quelli che spostano i voti".

Così si è espresso Salvatore Vella - Magistrato antimafia presso la Procura di Agrigento - nell'incontro "Etica e criminalità" organizzato venerdì 8 giugno alle ore 20.30 ad Aosta presso l’Hostellerie du Cheval Blanc.

La serata, organizzata da ALPE, Partito Democratico, Italia dei Valori, Partito Socialista, Associazione Loris Fortuna e la Federazione della Sinistra, prosegue il ragionamento iniziato con il percorso “Una primavera della legalità” che ha condotto ad Aosta, giovedì 10 maggio, il professor Zagrebelsky.


I rischi di una piccola regione dove si fanno ancora grandi affari economici

Inquietante. Così è stato il quadro delineato dal Magistrato della procura antimafia di Agrigento, Salvatore Vella, intervenuto ad Aosta in occasione della serata “Etica e criminalità” venerdì 8 giugno. Poche ore prima di concedersi al numeroso e attento pubblico dell’Hostellerie du Cheval Blanc, Vella ha incontrato i rappresentanti dei partiti politici organizzatori dell’evento.

“Innanzitutto sgombriamo il campo da un pregiudizio: se è vero che la criminalità organizzata non è diffusa dappertutto, è vero anche che non è diffusa solo in Sicilia, Calabria, Campania e Puglia. La criminalità è arrivata in Lombardia, Trentino, Piemonte, Valle d'Aosta e questo si sa da trent'anni” - ha esordito Vella, spiegando che in particolare dagli anni '70, con l'istituzione del confino obbligatorio, i criminali hanno scoperto luoghi favorevoli ai propri affari.

Questo tipo di organizzazione ha come unico obiettivo il business. È quindi da quest‘ottica che il fenomeno va analizzato: “Si tratta di soggetti economici e come tali operano, investendo dove c’è più ricchezza (per cui naturalmente al nord più che al sud) e diversificando gli investimenti”.

È chiaro così che per fare affari sono necessarie aziende presentabili, pulite. Queste vincono gli appalti o costruiscono alberghi, supermercati, condomini, ma i capitali con cui queste opere vengono realizzate sono inquinati.

E questo è un danno per l’economia poiché uccide tutti i principi di concorrenza. Si capisce facilmente, allora, come in questo sistema non ci sia spazio per gli imprenditori onesti. La collusione con la politica ci può essere ed è facilmente comprensibile: il politico può aiutare il mafioso nella sua attività imprenditoriale e, dal canto suo, la criminalità organizzata “ricambia” spostando con i soldi i voti.

“È questo che deve preoccupare il politico. Il voto di scambio, che inceppa il meccanismo democratico ed è molto più pericoloso dei morti nelle strade” ha aggiunto con fermezza Vella, un uomo che comunque i “morti per le strade” li ha visti e contati e le minacce di morte le ha subite in prima persona.

“Sorrido quando le istituzioni dicono che forse c’è il sospetto che la criminalità si sia insinuata nel tessuto politico ed economico del nord. Qui ci sono famiglie mafiose che operano indisturbate da generazioni.” - ha proseguito Vella.

“Ed il problema per me nasce proprio dalla sottovalutazione del fenomeno, cosa che alla mafia fa comodo. La criminalità, infatti, non uccide dove fa gli affari, al limite può fare delle intimidazioni, assolutamente poco eclatanti”.

Ma allora come si esce da questa situazione? Come si combatte il fenomeno?

“L'omertà si può vincere solo facendo gruppo - ha concluso Vella. Gli strumenti di lotta sono la circolazione delle informazioni ed il lavoro di gruppo. In questo senso segnalo, ad esempio, il sito www.antimafia2000.com che è gestito da persone assolutamente normali ma che è utile per fare circolare le informazioni e aggregare più persone possibili nella battaglia. I casi isolati di denuncia si sono dimostrati inefficaci”.

Giuliana Lamastra

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Etica e criminalità - Aosta, 8 giugno 2012

Etica e criminalità - Aosta, 8 giugno 2012

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