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Trenino e miniera: un patrimonio da buttare?

Cogne, 11 maggio 2012

Trenino e miniere: un patrimonio da buttare?

“Trenino e miniera, un patrimonio da buttare?”. Era questo il titolo della serata che si è tenuta venerdì 11 maggio presso la sala del Consiglio comunale di Cogne.

Lo spunto di questo momento di approfondimento e riflessione è stato offerto dalle 683 firme raccolte per recuperare e valorizzare il trenino del Drink e le miniere di Cogne.

Una valutazione completamente diversa da quella espressa dalla Regione Valle d’Aosta che invece vorrebbe abbandonare tutto.

ALPE ha così deciso di discuterne con i cognein attraverso un dibattito pubblico che ha riscosso un successo di partecipazione tra i cittadini. All'incontro erano presenti numerosi cognein, c'era molta attenzione e, dopo le relazioni ci sono state domande ed approfondimenti.

Osvaldo Ruffier, ex sindaco di Cogne, ha ricostruito dettagliatamente nella sua relazione le tappe principali della vicenda trenino, nonchè l'attuale situazione della manutenzione della miniera. Ruffier dopo aver sostenuto per anni il progetto del trenino, quando era sindaco di Cogne, ha ora deciso di partecipare all'iniziativa della petizione popolare per evitare che il grande patrimonio rappresentato dal trenino e dalle miniere venga buttato via.

Manca la volontà politica

Elio Riccarand - Esecutivo ALPE

I problemi tecnici che sono stati rilevati e che hanno indotto la Giunta regionale ad abbandonare il progetto del trenino sono tutti risolvibili e con un costo inferiore rispetto a quello dichiarato dalla Giunta regionale.

Quello che manca non è la tecnica, ma la volontà politica. Il trenino di Cogne è stato additato come un esempio di spreco di denaro pubblico. In realtà il vero spreco è abbandonare un progetto valido, per il quale sono già stati spesi 30 milioni di euro, realizzate opere notevoli e che con un costo contenuto potrebbe essere concluso.
Elio Riccarand

Se ci sono stati sprechi, non aggiungiamone altri

Patrizia Morelli

E’ indispensabile almeno mantenere quanto sinora fatto a livello di infrastrutture, al fine di non precludere à tout jamais l’utilizzo della linea ferroviaria, in funzione della creazione del collegamento sciistico e della realizzazione di un parco minerario, ma anche per continuare a garantire una via di soccorso permanente per la comunità di Cogne. Sarebbe un errore grave rinunciare per sempre vendendo tutto e impedendo lo sviluppo di possibili progetti futuri. Se in questi trent’anni ci possono essere stati errori e sprechi, non aggiungiamone altri di irreversibili.

La petizione riapre una partita che sembrava chiusa, ponendo una richiesta chiara: di mantenere in vita la ferrovia del Drink, di non chiuderla, di non smantellarla. E’ il primo obiettivo per l’immediato, che noi condividiamo, ma per il raggiungimento del quale è necessario fare rete, ampliare il consenso e incrinare quel fronte di servilismo, rassegnazione, mutismo che si è creato.
Patrizia Morelli

E' un delitto abbandonare il progetto

Esaminati tutti gli studi e la documentazione, consideriamo che ripristinare il trenino e metterlo in funzione costa 9 milioni di euro, cifra di gran lunga inferiore di quella dichiarata dalla Giunta regionale. Il trenino di Cogne è un caso unico nell'arco alpino italiano e avrebbe un effetto di grande attrazione turistica. E' un delitto abbandonare tale progetto.
Flavio Menolotto, esperto ferroviario e curatore di un rapporto sul trenino Pila-Cogne

Almeno non smantelliamo!

Albert Chatrian

Mi sembra che il cuore della petizione sia la richiesta di non smantellare neanche un metro della linea per non pregiudicarne definitivamente il futuro. Prendiamo atto che l'attuale maggioranza regionale non intende portare a termine l'opera, ma difendiamo i binari per lasciare alle generazioni future la possibilità di realizzare il collegamento ferroviario minerario, magari anche grazie a finanziamenti Interreg. Se non smantelliamo, se non asfaltiamo, se non vi facciamo una pista ciclabile lasciamo una porta aperta per il futuro... Cambiare idea non è peccato e poi in democrazia le legislature finiscono e le maggioranze cambiano...
Albert Chatrian

 

Allegati

PDF  _  181,02 KB La locandina dell'incontro [PDF _ 181,02 KB]

Galleria fotografica

Cogne, 11 maggio 2012 - Trenino e miniera. Un partimonio da buttare?

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