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Quale futuro per la media montagna?

Fontainemore, 25 luglio - Incontro dibattito

Media montagna, il futuro c’è Bella serata a Fontainemore

«Quale futuro per la media montagna?»: se lo sono domandati lunedì 25 luglio, di fronte a un centinaio di persone riunite nella Salle du Mont Mars di Fontainemore, il presidente di ALPE, Carlo Perrin; il vice presidente del Consiglio Valle, Albert Chatrian; il sindaco di Etroubles, Massimo Tamone e il consigliere comunale di Arvier, Laurent Roulet.

A fare gli onori di casa, l’impeccabile Gianpiero Girod, a lungo sindaco e oggi capogruppo di minoranza proprio a Fontainemore.

Con il parlamentare Roberto Nicco seduto in prima fila, i quattro relatori della serata hanno provato a immaginare un futuro per la media montagna, troppo spesso relegata in secondo piano rispetto alla “sorella alta”.

Hanno compiuto analisi, sviscerato problemi e lanciato proposte, aiutati anche dai preziosi interventi del pubblico. «I redditi dei Comuni di media montagna sono tra i più bassi dell’intera Valle d’Aosta – ha esordito Girod -: ecco perché occorre investire in termini di sviluppo e sostenibilità il poco a nostra disposizione».

Fontainemore e il progetto “Mont Mars – Mon future” ne sono esempio efficace: «Abbiamo messo in moto un volano capace di raggiungere l’intera comunità e di farla crescere», ha ricordato l’ex sindaco, primo attore dell’importante svolta.

Perrin ha esordito richiamando «la cultura del territorio. Quella che ci ha permesso di trasformarlo da ostile in abitabile. Ci siamo riusciti perché abbiamo lavorato tutti insieme e in modo solidale. Ecco perché dico che resta un valore fondamentale per il nostro futuro». Anche il presidente di ALPE ha elogiato la riserva naturale di Mont Mars («È una risorsa») e citato Fontainemore come esempio virtuoso per la media montagna («Ha villaggi che sono un splendore, ideali per quel turismo diffuso rivolto alle famiglie»). Perrin ha inoltre rimarcato l’importanza dell’agricoltura e della presenza dell’acqua, senza dimenticare il valore storico-culturale del territorio («Bisognerebbe professionalizzare la figura dell’operatore del territorio») e chiudendo con un monito: «Rivitalizzare le comunità le aiuta a crescere senza aspettare l’obolo».

Proprio l’aspetto economico è stato al centro dell’intervento di Albert Chatrian. «I Comuni hanno a disposizione sempre meno autonomia politica e finanziaria – ha detto -, una ristrettezza che si traduce in una minore possibilità di decidere e in un maggior controllo esterno da parte di chi invece ha a disposizione leggi e denaro». Secondo il vice presidente del Consiglio Valle, la parola d’ordine è «riparametrare. La media montagna ha bisogno di sapere se c’è l’interesse del settore pubblico e se e come può intervenire il privato, ma al centro del ragionamento deve comunque esserci il Comune». Chatrian s’è ancora rammaricato per «l’occasione mancata delle Cooperative di territorio montano (proposta di legge di ALPE che il Consiglio Valle ha bocciato preferendole la cosiddetta Spa precari, ndr), una soluzione elevata e di prospettiva che avrebbe aiutato a raggiungere l’obiettivo principale: non far fuggire i giovani dalla media montagna».

Massimo Tamone ha dal canto suo ripercorso le gesta che il Comune di Etroubles ha compiuto dal 2000 in avanti. Scelte coraggiose (l’addio all’impianto di risalita) assunte con lo strumento del referendum, progetti ambiziosi (il Museo a cielo aperto) realizzati andando a bussare alla porta di un vicino di casa prestigioso e autorevole come la Fondation Gianadda di Martigny, politiche ambientali (la raccolta differenziata dei rifiuti che a Etroubles ha raggiunto il 60 per cento) adottate in modo naturale e col consenso dei residenti. Una politica di gestione che ha permesso a un Comune di 500 abitanti di fare incetta di riconoscimenti (bandiera arancione del Touring Club, borgo tra i più belli d’Italia, Comune fiorito) e a Tamone di rivendicare con orgoglio «i 25 mila visitatori l’anno». Traguardo raggiunto «con la nostra testa dura, che ci ha permesso di andare avanti anche a dispetto dell’assenza della Regione».

Ha esordito con una battuta («Non c’è più il futuro di una volta») Laurent Roulet, chiamato a riportare la voce più giovane della media montagna. «Il riparto fiscale sta per salutarci – ha proseguito – e a pagare maggiormente l’addio sarà chi nel corso di questi anni ha agito con più leggerezza». Roulet ha ricordato che i Comuni di media montagna sono quelli che più di altri rischiano l’omologazione («Saremo noi a pagare il costo maggiore dei mancati trasferimenti»), a meno che non si riesca a ricorrere ad «attrattori forti, come ha fatto Pré-Saint-Didier con le sue terme». Il consigliere comunale di Arvier ha chiuso con un invito: «La Valle d’Aosta deve imparare a puntare su un turismo poco legato alla stagionalità e i valdostani devono una volta per tutte capire che il turismo deve essere un dovere per tutti, non solo per gli albergatori».

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25 luglio 2011 - Incontro a Fontainemore

25 luglio 2011 - Incontro a Fontainemore

25 luglio 2011 - Incontro a Fontainemore

25 luglio 2011 - Incontro a Fontainemore

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