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Louvin: “Dopo anni, ancora non si sa chi si occuperà della valorizzazione del sito. Questo aumenta l'incertezza di una comunità già pesantementedanneggiata dall'annullamento del trenino"
Dopo aver preso atto che il sito minerario di Cogne non costituisce più un giacimento sfruttabile, la Giunta regionale ha prescritto a Fintecna Finanziaria S.p.A. le condizioni per l’accettazione della rinuncia alla coltivazione e la conseguente rimozione del vincolo minerario.
Per conoscere le intenzioni dell'Amministrazione regionale sul recupero del sito, il gruppo ALPE ha presentato un'interpellanza, in risposta alla quale l'assessore Zublena ha riferito che non è ancora previsto un progetto di musealizzazione.
«È utile che si sia messo un punto fermo nei rapporti con Fintecna e che si proceda subito alla messa in sicurezza e al recupero ambientale, ma la musealizzazione è un’altra cosa», ha commentato il consigliere Louvin. «Ci pare che purtroppo manchi ancora la bussola per il futuro: non esiste in realtà nessun progetto di musealizzazione, non è stata istituita la Commissione regionale prevista dalla legge regionale 12 del 2008 per la valorizzazione dei siti minerari dismessi. E, soprattutto, non si sa ancora chi concretamente si farà carico della musealizzazione. L’Assessore Zublena ha formulato solo delle ipotesi vaghe, evocando la possibilità che possa farlo il Comune di Cogne, ma è evidente che mettere sulle spalle del Comune la gestione di un sito come quello comporterebbe seri problemi. Senza una visione complessiva, si rischia di realizzare anche in sede di recupero degli interventi non coerenti con la vocazione museale del sito e di compromettere beni e strumenti preziosi come futura attrazione culturale. Siamo quindi oggettivamente perplessi e preoccupati», ha ribadito Louvin, «che ciò faccia ancora aumentare l'incertezza di una comunità già pesantemente danneggiata dall'annullamento della tramvia di collegamento con Acquefredde».
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